[Recensione]: Non prima che siano impiccati – Joe Abercrombie

Entrando in libreria qualche giorno fa ho sentito uno strano rumore. Mi sono guardato intorno, pensando a un’interferenza nell’impianto stereo, ma ho subito scosso il capo. Non c’era nulla d’elettronico in quel suono. Mi sono aggirato tra banconi che esponevano i capolavori letterari di Moccia e Fabio Volo, le biografie di calciatori analfabeti e le ricette di Antonella Clerici. Ero disorientato, mi trascinavo come il John Nash di “A Beautiful Mind” in preda alle allucinazioni. Sentivo le voci. Centinaia, migliaia di voci! Un ruggito, il cozzare delle armi sbattute con forza contro gli scudi. Urla di battaglia si levano dagli scaffali impolverati della sezione fantasy: erano le grida dei guerrieri che avevano risposto al richiamo delle spade. Solo quando ho abbassato lo sguardo mi sono accorto che stavo stringendo tra le mani un libro, così forte che le mie nocche erano sbiancate.
Joe Abercrombie è tornato, e ora sono cazzi vostri.

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“Non prima che siano impiccati” è il secondo capitolo della serie “La Prima Legge” del talentuoso autore britannico, Joe Abercrombie. Il titolo, che richiama alla frase del poeta tedesco Heinrich Heine, è azzeccatissimo. “Noi dovremmo perdonare i nostri nemici, ma non prima che siano impiccati.” In effetti quella di Abercrombie è una scrittura che non perdona, una dichiarazione di guerra verso gli eserciti di stronzi che hanno polverizzato il fantasy degli ultimi anni, intasando il mercato editoriale con vampiri sbrilluccicosi, zombie innamorati e tanta, ma davvero tanta merda.
Se con “Il Richiamo delle Spade” abbiamo fatto amicizia con i personaggi di Abercrombie, in questo nuovo romanzo diventeremo loro fratelli e sorelle.

Saremo al fianco dell’Inquisitore Glotka, lo storpio, zoppicheremo con lui sulle mura della città di Dagoska, sotto un sole martellante, mentre orde di Gurkish attendono all’esterno, preparano l’invasione. Strisceremo nella neve insieme insieme al Maggiore West, a cui è stato affidato l’incarico più infame della guerra contro gli uomini del nord: fare da balia a quell’idiota del Principe Ereditario Ladisla e al suo esercito, il  peggio equipaggiato, addestrato e comandato del mondo intero. Ci spingeremo fino ai confini del mondo, nelle viscere del Vecchio Impero con Logen Novedita, Ferro e il Mago Bayaz, alla ricerca di un antico artefatto che permetta di sovvertire le sorti del mondo, vincere la guerra contro i Mangiatori e le forze del male. Un viaggio insidioso in cui soffriremo, combatteremo e sanguineremo insieme a loro.

Antichi segreti verranno rivelati. Saranno perse e vinte sanguinose battaglie. Acerrimi nemici riceveranno il perdono, ma non prima che siano impiccati.

Stilisticamente il romanzo spacca: amo il modo in cui Abercrombie inchioda il punto di vista su un personaggio e non lo perde per tutto il capitolo. Niente infodump o blablabla del cacchio. Tutto viene spiegato, compreso e vissuto attraverso gli occhi di Logen e degli altri attori. Una scrittura moderna: le ambientazioni sono reali e curate, i protagonisti sono vivi e con una caratterizzazione da manuale che non ha nulla da invidiare a George R.R. Martin. Leggendo questo romanzo vedremo le personalità dei personaggi evolversi, i conflitti interni esplodere in un vortice emotivo che creerà empatia con il lettore. Con “Non prima che siano impiccati” anche l’editore italiano, la Gargoyle Books, sembra essere migliorato. Salvo qualche ripetizione che non compromette la lettura, ho riscontrato una maggiore cura del testo rispetto ad alcune delle precedenti pubblicazioni. Uno sforzo maggiore poteva essere fatto anche per la copertina: è orripilante e chi l’ha disegnata merita di restare chiuso in una stanza senza porte e finestre a beccarsi calci volanti nelle gengive da Chuck Norris. Curiosando però sul sito dell’autore ho notato che nemmeno le altre edizioni internazionali hanno avuto delle cover mozzafiato. Peccato, anche l’occhio vuole la sua parte.

Pff… mi rendo conto d’aver parlato troppo. Questo romanzo mi è piaciuto e non vedo l’ora di spararmi il seguito. Nel frattempo fatevi un piacere, leggete fantasy, leggete Abercrombie.


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2 comments

  1. In effetti la copertina tenta di evocare gli stili grafici magistralmente concepiti da Tim Burton. Ennesima rielaborazione di un layout perfetto violentato da maldestri e irrispettosi tentativi d’imitazione.

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