World War Z – Il film [Recensione di Fabio Cicolani]

I catastrofilm non passano mai di moda. Dacché ho memoria, ogni generazione ha più volte ipotizzato una fine, rigorosamente violenta e desolatoria, della nostra specie, se ci va bene, altrimenti l’intero pianeta e non se ne parla più. La tendenza contrasta nettamente con la paura per l’ignoto che rimane protagonista di paranormal o pseudo tali; no, quello che ci distruggerà è alla portata di tutti, possiamo puntargli il dito contro, anzi, possiamo puntarci il dito contro, perché nella maggior parte dei casi i responsabili siamo proprio noi. L’uso scellerato delle risorse, la rivolta di Madre Natura, fino all’arrivo degli alieni che pensano di poter amministrare questo nostro fazzoletto di universo meglio di noi.

È così che arriviamo a World War Z, dove zeta sta per Zombie, una moda partita dal fumetto per esplodere con la serie televisiva “The Walking Dead”. Nel film gli zombie si manifestano sotto forma di una nuova specie che, con azione violentemente epidemica, puntano a trasformare tutti gli esseri umani in propri simili. Lo scopo? Quello non si sa visto che non sono una specie molto operosa quando non hanno nessuno da mordere.

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Alla base del plot c’è quindi la rivolta di Madre Natura: un serial killer spietato, il più spietato di tutti, ma non per questo perfetto, anzi. Madre Natura lascia indizi per essere sconfitta, tasselli di un puzzle che sta all’eroe di turno (un bravissimo Brad Pitt, che regge l’intero film da solo senza neanche dover mostrare gli addominali) ricomporre. In un turbine di scene d’azione mozzafiato, stilisticamente e tecnicamente gestite con maestria, gli effetti speciali ci sono ma non si vedono. Le migliaia di controfigure digitali di zombie rabbiosi si accalcano come bestie fameliche contro gli stipiti, sfondano vetri e finestrini con la brutalità di arieti impazziti. Più di tutto fa venire i brividi il battere incessante delle loro fauci, le chiostre di denti che si abbattono sulla carne pulsante dei vivi. Ottimi anche gli effetti speciali di trucco e make up. Intendiamoci, niente di nuovo sotto il sole di Hollywood (scarnificazioni, pustole, pelle squamata e livida, denti corrosi) ma a volte essere davvero innovativi non è necessario, confezionare un prodotto godibile e d’intrattenimento puro conquista una dignità che lo rende un buon film già così come è.

La scena in aereo e quella nella clinica sono per me le più emozionanti, ricche di adrenalina, che fanno del silenzio – espediente salvifico – un’arma a doppio taglio, visto che nelle viscere sai che verrà lacerato di colpo facendoti saltare dalla poltrona.

World War Z è un ottimo blockbuster, di quelli che non ti fanno rimpiangere il prezzo del biglietto, che guardi volentieri e che ne parli volentieri, che hai voglia a dire “non è il mio genere”. Esorcizzare le nostre paure sulla fine del mondo è la chiave per continuare a sperare in un mondo migliore.

Fabio Cicolani

“Madre natura è un serial killer. Il migliore al mondo e il più creativo. Ma come ogni serial killer non riesce a reprimere il desiderio di farsi catturare. Perché compiere dei crimini perfetti se non puoi prenderti il merito? Perciò lei lascia delle briciole…”.

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3 comments

  1. “Forse” SPOILER:

    Domanda: ma se Brad “SonoilprotagonistaPitt” non si è infettato BEVENDO il sangue, come ha fatto il dottore nel coso di ricerca a infettarsi? Proprio lui che stava analizzando il sangue infetto, e quindi di sicuro non si sarebbe tagliato con il vetrino? XD
    Mi è sembrato un “lui è il protagonista, non può infettarsi” XD
    Poi magari ho perso qualche particolare.

  2. Ehehe! effettivamente il film è inferiore al romanzo ma, nonostante alcuni buchi nella trama, ho trovato la sceneggiatura decisamente più avvincente degli ultimi film usciti al cinema. Per esempio i dialoghi de “L’uomo d’acciaio” e “Pacific Rim” sembrano essere stati scritti da un ragazzino delle medie (senza offesa per chi va alle medie).

  3. Sulla questione “dialoghi da ragazzini delle medie” in relazione all’Uomo d’acciaio concordo pienamente. L’ho visto e appoggio la tua definizione (sempre senza offesa per chi va alle medie). Per “Pacific Rim” non mi pronuncio perché non l’ho ancora visto.

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