Mese: giugno 2013

[Recensione]: “Le Brigate Fantasma” di John Scalzi.

E dopo aver stupito e raccolto consensi con “Morire per Vivere”, John Scalzi assalta le librerie italiane con “Le Brigate Fantasma”, guadagnandosi la medaglia quale miglior autore di “space opera militare” contemporaneo. Sì, non è necessario storcere il muso, avete letto bene, ho detto migliore. John Scalzi, attuale presidente della “Sci-fi and Fantasy Writers of America (i tipi che assegnano il premio Nebula, per intenderci), è uno scrittore come non pochi: facendo frutto dell’eredità e degli insegnamenti dei maestri del genere, quali Heinlein o Haldeman, Scalzi è riuscito a innovare galassie già esplorate da altri con uno stile moderno, direi quasi cinematografico, che ti avvolge e stupisce, confermando tutte le belle sensazioni provate con la lettura di “Morire per Vivere” (n.b: Wolfgang Petersen girerà il film previsto nelle sale per il 2014).

Nel primo romanzo della saga sci-fi di Scalzi abbiamo appreso che l’umanità ha stabilito colonie nelle profondità dello spazio. Molte razze aliene però non nutrono per noi  simpatia, anzi… alcune trovano la nostra carne addiruttura una prelibatezza. Abbiamo bisogno di difenderci, di rispondere al fuoco con il fuoco, e l’arma a disposizione delle Forze Coloniali è rappresentata da un esercito di marines dello spazio il cui corpo è stato geneticamente modificato. Super soldati in grado di combattere in ogni situazione e ambiente, nel cui cervello è installato un computer (il BrainPal) e nella cui mente sono state trasferite le coscienze di persone vere (in Morire per Vivere scopriremo che sulla Terra si arruolano settantacinquenni, o meglio si arruolano le loro coscienze…).

ISBN: 9788889541968

ISBN: 9788889541968

In “Le Brigate Fantasma” scopriamo che tre delle civiltà aliene più bastarde dell’Universo si sono alleate per farci la festa, e un colono, lo scienziato  Charles Boutin, ci ha tradito, rivelando i nostri segreti al nemico con l’apparente fine di ostacolare l’espansione dell’umanità nello spazio. Il piano infame di Boutin sembra quasi perfetto, solo che, prima di fuggire e condurre i suoi loschi affari sotto la protezione dei “marziani”, lo scienziato ha commesso uno sbaglio che gli si ritorcerà contro. Al fine di comprendere le reali intenzioni di Boutin e fare luce sul pericolo che incombe sui coloni, il comando militare della Federazione decide di trasferire la sua coscienza in un corpo potenziato e destinato alle Brigate Fantasma, il gruppo di forze speciali. Il corpo in questione è quello del marine Jared Dirac, il quale a causa di questa coscienza si ritroverà a fare i conti con dilemmi che sono preclusi agli altri soldati delle Brigate Fantasma.

Tralasciando le scene d’azione, i combattimenti adrenalinici e la storia di Dirac e compagni (bella, davvero bella!), la cosa che mi ha colpito di più è la precisione da neurochirugo con cui Scalzi è riuscito a inserire in un libro “d’evasione” spunti di riflessione che sono davvero attuali. Quanto siamo disposti a spingerci nella ricerca scientifica oltre quei limiti imposti dall’etica e quali possono essere le conseguenze e i risvolti negativi sulla nostra coscienza? Per non parlare poi del libero arbitrio: esemplare è il modo in cui l’autore riesce a farci guardare dentro il cuore di Jared Dirac, a scandagliare le sue emozioni, il tuutto senza penalizzare uno stile scorrevole, reso accattivante da dialoghi efficaci.

Che dire di più? Non vedo l’ora di leggere il terzo volume della saga (forza Gargoyle Books, forza…). John Scalzi è entrato con prepotenza nella sci-fi mondiale, è un personaggio singolare e talentuoso, e si merita tutta la mia stima. Leggetelo, ragazzi!

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Todd Lockwood: quando la fantasia diventa arte.

Ho letto molto negli ultimi due mesi, nella stanza c’è una pila di romanzi che dovrei recensire per la Loggia. Sono consapevole che non potete fare a meno delle mie fantastiche recensione (sto scherzando ovviamente…), che siete in astinenza di consigli letterari, ma questa mattina mi sono svegliato con qualcosa che mi premeva nella testa. Tranquilli, mi sono guardato allo specchio e non ho un chiodo piantato nella nuca e, anche se ieri notte con i compagni di aikido mi sono scolato un litro di Riegel, non ho postumi di una sbornia. Allora, stavo dicendo “una cosa nella testa”… ho questa idea di creare una nuova rubrica, voglio parlare di quei personaggi il cui tasso di figaggine supera il 200%, le vere leggende del mondo fantastico. Basta chiacchiere, Lanzetta.

Il primo nome? Here we go.

Probabilmente mentre stavate giocando con amici vi è capitato di soffermarvi ad ammirare le carte di Magic: l’Adunanza, oppure le cover dei manuali o del materiale di Dungeon & Dragons, e vi siete chiesti chi fosse l’autore di quei disegni mozzafiato. Fermi tutti, ve lo presento io: Mr. Todd Lockwood.

lockwood

Originario di Boulder, Colorado, Mr. Lockwood è cresciuto all’ombra delle Rocky Mountains nutrendosi di Science Fiction e Fantasy, giocando di ruolo e disegnando, soprattutto disegnando. Todd inizia da bambino a dedicarsi all’arte, consumando punte di matite e fogli di album nel tempo libero. Il disegno è la sua passione principale, influenza la sua vita e i suoi studi. Laureatosi nel 1981 presso il Colorado Istitute of Art di Denver con la vincita del “portfolio par excellence”, ha iniziato a lavorare nel campo della pubblicità. Ha passato i successivi vent’anni lavorando duramente in una relativa oscurità, disegnando etichette per scatolette di cibo di marche non note, distribuzioni di poco conto, ed altri lavori che lo hanno fatto sentire “mind-numbingly boring” – annoiato, con la mente intorpidita. L’anno della svolta è il 1994: Todd partecipa alla sua prima Science Fiction and Fantasy convention, a Winnipeg, nel Canada, nel tentativo di entrare in contatto con qualcuno che gli potesse commissionare lavori importanti. Nel 1996 riesce a trovare impiego nello staff della TSR, la compagnia che a quel tempo pubblicava il popolare gioco di ruolo fantasy Dungeons & Dragons. Nel 1997, la Wizards of the Coast acquista la TSR e i suoi marchi; Todd si trasferisce quindi con la famiglia nello stato di Washington, dove ha continuato a lavorare alla linea dei prodotti D&D e al gioco di carte collezionabili Magic: l’Adunanza. Nel 1999, ha collaborato alla ridefinizione dell’estetica di Dungeons & Dragons nel suo passaggio alla Terza Edizione. Nel 2002, dopo l’acquisto della Wizards of the Coast da parte di Hasbro, Todd è ritornato ad essere un freelance.

Ma Lockwood non è solo giochi da tavola. I suoi disegni sono stupendi, i colori sono vivi e i soggetti da lui ritratti sembrano animarsi. Questo lo sanno benissimo gli appassionati di Forgotten Realms, ma soprattutto di R. A. Salvatore, scrittore fantasy americano per i cui romanzi Todd ha disegnato le copertine, e che copertine…

Si può praticamente dire che se alcuni personaggi della letteratura fantasy sono diventati dei miti è soprattutto perchè Lockwood ha dato loro un volto, un aspetto, rispettando fedelmente le descrizioni dell’autore. Un esempio sopra tutti, Drizzt Do’Urden, il drow, l’elfo scuro fuggito da Menzoberranzan, il mondo di crudeltà e violenza in cui è nato e cresciuto. Questo fantastico artista non ha collaborato però solo con R. A. Salvatore. Sono molti infatti gli autori americani che hanno avuto il piacere d’essere “illustrati” da Lockwood, da scrittori sconosciuti in Italia ad altri invece, come Terry Brooks, che hanno scritto pagine di storia del fantasy moderno.

Mentre scrivo questo post, guardo le tavole di Lockwood del suo portfolio online e sono quasi incantato. Vorrei riportarvi quelle che mi sono piaciute di più, ma è difficile scegliere. In effetti, guardando l’orologio, mi sono appena accorto d’aver passato delle ore a fissare i suoi disegni, sbavando:

Drizzt Do'Udern contro gli Orchi

Drizzt Do’Udern contro gli Orchi

threshold

Shannara: The Witch Wraith

Shannara: The Witch Wraith

Entreat the Angels

Entreat the Angels

Mongoose

Il sito è ricco di contenuti, la sua galleria lascia a bocca aperta e, se siete curiosi, vi consiglio di dare uno sguardo alle sue nuove tavole: qui.

Ho scambiato qualche battuta con Mr. Lockwood, siamo “amici” di facebook, ed è una persona molto semplice, con un umorismo intelligente, una cosa rara nel mondo degli artisti, dove si fa a gara a chi se la tira di più. Lockwood è una creatura speciale, proprio come i soggetti delle illustrazioni. La sua non è testa, ma uno scrigno che preserva un’immaginazione vivida, visionaria. Il talento da solo però non basta e questo Todd lo spiega nella faq della sua homepage: è necessario studiare, impegnarsi, acquisire quelle competenze tecniche che permettano d’esprimerti al meglio e diventare il migliore.

Già, il migliore. Lasciatelo dire Todd, il consiglio che ora passi ai nuovi illustratori con te ha funzionato alla grande. Tu sei una leggenda.

Sognare la vita nello spazio: scoperti tre pianeti che potrebbero essere abitabili.

Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?

Non si tratta del celebre dipinto di Paul Gauguin, ma dei massimi quesiti esistenziali dell’uomo. Domande che hanno assillato da sempre le menti di pensatori e di gente comune, domande a cui si è provato a rispondere ricorrendo ai dogmi della fede, alle teorie scientifiche o alla semplice immaginazione. Domande tuttora irrisolte che spalancano le porte su una voragine di interrogativi ancora più profondi, minacciando le fondamenta di quei castelli di certezze edificati dall’uomo.

Vi è mai capitato di sollevare lo sguardo al cielo notturno d’estate, ammirare la moltitudine di corpi celesti e provare una sensazione di impotenza, sentirsi piccoli come particelle di polvere al vento. Fin da bambino ho sempre sperato di poter vivere una vita abbastanza lunga per assistere al momento in cui l’umanità capirà di non essere sola nell’Universo. Chiedo molto? In effetti, penso di sì. Le distanze, le teorie del viaggio stellare e le difficoltà che attanagliano la ricerca rendono i progressi scientifici lenti. Eppure gli scienziati sono dei combattenti che non amano gettare la spugna e la recente scoperta riportata da ANSA ne è la testimonianza.

Solo ipotesi che mi strappano un sorriso. Forse la verità non è lontana anni luce.

FONTE: ANSA del 25/06/2013

SCOPERTI TRE PIANETI CHE POTREBBERO OSPITARE LA VITA.

Nelle vicinanze della Terra, a soli 22 anni luce dal nostro sistema solare, ci sono tre pianeti che potrebbero ospitare forme di vita. Sono rocciosi come il nostro pianeta e un po’ piu’ grandi, tanto da essere chiamati ‘Super Terre’. Si trovano nella cosiddetta ‘zona abitabile’ ossia sono alla distanza ideale dalla loro stella per poter avere acqua allo stato liquido in superficie e, forse, forme di vita. La scoperta, pubblicata sulla rivista Astronomy & Astrophysics, si deve ad un gruppo di ricerca internazionale che ha utilizzato i telescopi dell’Osservatorio Europeo Meridionale (Eso).

Trovare tre pianeti di piccola massa nella zona abitabile di una stella e’ una grande emozione!”, osserva Mikko Tuomi, dell’universita’ britannica di Hertfordshire, che ha coordinato la ricerca con Guillem Anglada-Escude’, dell’universita’ tedesca di Goettingen.
Per un altro degli autori, Rory Barnes, dell’universita’ di Washington, ”il numero di pianeti potenzialmente abitabili nella nostra galassia e’ molto maggiore, se ci possiamo aspettare di trovarne molti intorno a ciascuna stella di piccola massa. Invece di guardare dieci stelle per cercare un singolo pianeta abitabile, sappiamo ora che possiamo guardare una sola stella e trovarne parecchi”.
Le tre super-Terre fanno parte del sistema di sei pianeti che ruota intorno alla stella Gliese 667C: e’ il primo sistema planetario nel quale la zona abitabile e’ ‘al completo’, ossia del tutto popolata da pianeti.

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Nota da tempo agli astronomi, la stella ha una massa confrontabile a quella del Sole (e’ piu’ grande di poco piu’ di un terzo) ed e’ la piu’ debole di un sistema di tre stelle chiamato Gliese 667, nella costellazione dello Scorpione. Questo significa che ognuno dei tre pianeti della zona abitabile potrebbe avere tre soli. Uno di questi sarebbe vicino come il nostro lo e’ alla Terra, mentre gli altri due apparirebbero come stelle molto brillanti e visibili anche di giorno, mentre di notte farebbero la stessa luce della Luna piena.
E’ in questo sistema stellare che in passato erano stati individuati due pianeti giganti, di cui uno nella zona abitabile. Adesso utilizzando lo strumento Harps e i dati dei telescopi Keck, dal Magellano e Vlt (Very Large Telescope) dell’Eso, i ricercatori hanno scoperto che attorno alla stella ruotano fino a sette pianeti.

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