Mese: aprile 2013

[Recensione]: “I Figli di Armageddon” di Terry Brooks

Scrivere fantasy vuol dire dipingere su una tela infinita, giocare con le sfumature dei colori tracciando confini di mondi nuovi, visionari. La bravura di un autore infatti non si limita solo a creare storie avvincenti ma coincide con la sua capacità di concepire ambientazioni e universi che siano sì frutto dell’immaginazione ma allo stesso tempo concreti e vicini al nostro. Terry Brooks, maestro del fantasy contemporaneo, amato e odiato dai lettori di tutto il mondo, è riuscito in tutti questi anni d’attività a innovare i canoni del world building introdotto da Tolkien e fare scuola per decine e decine di  scrittori del genere. Con “La Spada di Shannara” (1977), Brooks ha dato inizio a una saga che ha fatto trascinato i lettori nelle Quattro Terre, facendo rivivere le atmosfere e i dettagli di un pianeta decaduto, il nostro.

ISBN:  9788804572282

ISBN: 9788804572282

Il mondo di Brooks non stato è creato dal nulla, il mondo di Brooks si è originato dagli sbagli dell’umanità, e con “I Figli di Armageddon”, primo capitolo della trilogia “La Genesi di Shannara”, l’autore bestseller del NY Times, completa il sentiero narrativo intrapreso con i romanzi precedenti, riproponendo il tema postapocalittico in forma del tutto inedita.

La Terra, distrutta da una combinazione di guerra e collasso ecologico, lascia spazio all’irrompere del fantasy classico e ai criteri a cui siamo stati abituati dalla letteratura di genere. Un fantasy cupo e disperato, che mi ricorda per certi aspetti il far west futuribile e le ambientazioni di Mad Max. L’interazione fra armi nucleari, elementi scatenati ed epidemie ha prodotto una nuova specie, che supera il concetto di mutante. Dove ha vinto il Male, non possono che imperversare i Demoni, che con il loro operato subdolo e invisibile hanno manipolato l’uomo, guidandone i passi verso l’olocausto. A essi si contrappongono gli ultimi cavalieri del Verbo, Logan Tom e Angela Perez. Il primo animato da un idealismo tipico degli eroi, la seconda determinata trasformare le oasi degli scampati in vivai di ripopolamento. I sopravvissuti infatti vivono in Fortezze, ex-stadi di football fortificati, dove cercano di ricreare una parvenza di civiltà sotto la costante minaccia degli ex uomini. Quest’ultimi, corrotti dalle malattie e dai veleni, si stanno rapidamente trasformando in demoni con un unico obiettivo: distruggere definitivamente la razza umana.

« Fuori dalle mura delle fortezze si rischiava la morte sotto forma di mille nemici diversi. C’erano i mutanti. C’erano gli umani feroci che abitavano nelle rovine della civiltà. C’erano gli eserciti degli ex uomini che battevano la campagna. C’erano creature che nessuno era in grado di descrivere, risalite dall’inferno o strisciate fuori dalle paludi. C’erano anarchia e barbarie. Gli uomini delle fortezze non riuscivano a immaginare di affrontare simili avversari. Anche il rischio di un attacco degli ex uomini era preferibile a una vita all’esterno, dove l’intero mondo era in preda alla follia… »

Logan Tom è in preda allo sconforto. La sua missione è quella di servire il Verbo nella lotta contro i demoni, una guerra chiaramente persa. Per ogni demone da lui ucciso, per ogni campo di schiavitù che distrugge, ne spuntano altri cento. Proprio quando anche le sue ultime speranze stavano spegnandosi, gli viene affidato un compito della massima importanza. C’è ancora una possibilità per il genere umano. Esiste una creatura, il Variante, dotata di poteri magici talmente forti da poter ribaltare la situazione. Ma questo essere può assumere qualsiasi forma e non ha alcuna conoscenza della sua reale identità e dei suoi poteri. A Logan Tom, dunque, il compito di trovarlo e di aiutarlo nella sua impresa.

Lo stile di Brooks è semplice e fluido, i personaggi sono accattivanti e il libro si legge praticamente da solo (io l’ho letto durante un viaggio in treno per Cosenza, appena arrivato alla stazione sono andato a comprarmi il seguito…).  Adoro lo sforzo di Brooks di guardare al futuro, di contaminare la sua scrittura con elementi tipici della fantascienza. Leggere “I Figli di Armageddon” è stata una pura evasione, ho apprezzato la storia (e successivamente l’intera saga) nonostante il ricorso a cliché del genere, quali elfi e magia. Nonostante l’autore sembri essere arrivato con i suoi ultimi romanzi alla frutta, riproponendo temi, dinamiche e situazioni già sviluppate nei suoi lavori precedenti, il mio consiglio d’avvicinarsi a Mr. Brooks resta sempre valido.

Passo e chiudo.

San Giorgio di Mantova Books 2013

L’EVENTO:

Giunto alla sua quarta edizione – prima come Modena Fantasy 2010, poi come San Giorgio di Mantova Fantasy nel 2011 e nel 2012 -, l’evento si svolgerà nei giorni 8 e 9 giugno 2013 ed è dedicato alla letteratura, in particolare fantasy e thriller.  Lo staff è diretto dallo scrittore mantovano Mauro Fantini, affiancato da Alfonso Zarbo in veste di coordinatore e da una sempre più nutrita schiera di artisti appartenenti al panorama fantastico italiano. In origine concepito per animare una delle principali piazze modenesi, il festival viene in seguito trasferito nel modernissimo centro culturale di San Giorgio di Mantova, uno spazio di circa duemila metri quadri comprensivo di auditorium, bar, biblioteca, sale mostra, ampio spazio parcheggio e cortili interno ed esterno.

IL PROGRAMMA:  http://sangiorgiodimantovabooks.blogspot.it/p/programma.html

VISITA IL SITO DELL’EVENTO: http://sangiorgiodimantovabooks.blogspot.it/

Awaken: Le visioni di un illustratore

“Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte.”

Edgar Allan Poe.

Non c’è modo migliore per spiegare l’importanza dell’immaginazione, se non quello di ricorrere a un aforisma immortale di E.A. Poe. L’uomo moderno conduce un’esistenza difficile, schiacciato dal peso della quotidianità e del sistema. Ogni giorno si sveglia e indossa una maschera, senza la quale non potrebbe aggirarsi liberamente tra i suoi simili. L’uomo moderno vive la sua vita, nutrendosi di stress e smog, rincorrendo modelli in cui è consapevole di non riconoscersi. Deve farlo perchè è la società che lo chiede. Il cervello dell’uomo moderno è connesso a una rete neurale invisibile, una sorta di Matrix alimentata da usi e costumi in continuo aggiornamento, da pulsioni consumistiche e lavorative a cui non può sottrarsi. Globalizzazione? Progesso? Io la chiamo schiavitù. L’uomo moderno è prigioniero e l’immaginazione è la sua unica via di fuga.

Migration By Raphael Lacoste

Migration By Raphael Lacoste

L’immaginazione è infatti quella facoltà che ci permette d’andare oltre, di vedere con gli occhi della mente al di là delle barriere che la società ha eretto intorno a noi quando siamo venuti al mondo. Il filosofo Kant sosteneva che arte e fantasia devono conformarsi alla convivenza sociale, altrimenti la fantasia diventa una «immaginazione che produce immagini senza volerlo». In effetti ogni persona è in grado d’evadere naturalmente dal contesto in cui si trova, molti hanno un talento innato nel recepire gli impulsi della propria mente e trasformarli in realtà. La bravura però sta nell’assecondare l’immaginazione, nel nutrire la fantasia con continui stimoli, così come fanno alcuni talentuosi scrittori e illustratori. È proprio su quest’ultima categoria che vorrei soffermarmi: ho deciso di creare un album di facebook dedicato ad artisti mondiali quali Kekai Kotaki o Raphael Lacoste, che mettono il proprio genio a servizio della fantascienza, portando alla luce fotografie di mondi lontani, immagini e situazioni concepite nella parte più profonda della mente.

La loro matita è un’arma con cui combattere una battaglia che non è stata ancora persa.

Ecco il link: AWAKEN.