[Recensione]: “Morire per Vivere” di John Scalzi

Non c’è miglior modo per accogliervi sul mio blog, se non quello di presentare un romanzo che mi ha tenuto incollato alle sue pagine come un francobollo. Sto parlando di “Morire per vivere” di John Scalzi. Forse gli appassionati di fantascienza, nostalgici di Robert Heinlein e del suo “Fanteria dello spazio”, non si sono fatti sfuggire questo titolo e se lo sono sparati in vena in 48 ore (sul mio braccio c’è ancora il livido…), ma magari tanti altri l’hanno avvistato sugli scaffali delle librerie, una o due copie strette nella morsa di vampiri seminudi e draghi colorati, e per un attimo hanno pensato: “mmm… lo prendo? No dai, la prossima volta”. Beh, amici, se avete ragionato in questo modo allora avete fatto una cazzata. E ora vi spiego il perché.

Gargoyle Books-ISBN:9788889541906

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“Morire per vivere” è il romanzo d’esordio di Scalzi, per il quale è stato nominato al Premio Hugo come miglior libro sci-fi dell’anno. La trama, in breve e senza spoilerare, è questa:  a 75 anni John Perry, vedovo da alcuni mesi, si arruola nelle Forze di Difesa Coloniale (FDC), imbarcandosi, assieme ad altri volontari, sull’astronave ‘Henry Hudson’. All’interno del veicolo spaziale, la coscienza dei commilitoni viene trasferita in nuovi corpi che, per mezzo di una tecnologia avanzata, vengono potenziati in modo da disporre di una forza prodigiosa e sensi molto sviluppati. Dopo un periodo di addestramento sul pianeta Beta Pyxis III, Perry viene mandato a combattere i Consu, una razza aliena fiera e intelligente; grazie a una sua intuizione le FDC vincono la battaglia e il suo gruppo di appartenenza e’ riassegnato, ma l’astronave viene intercettata e attaccata, e Perry dato per morto. A salvarlo, pero’, arrivano le misteriose Brigate Fantasma, forze speciali delle FDC, guidate da Jane Sagan, che somiglia in modo impressionante a Kathy, la defunta moglie di John.

Lo stile, scorrevole e accattivante, è permeato dalla giusta dose d’umorismo che rende la lettura una pura evasione. “Morire per vivere” però non è solo questo. Mi sembra d’aver letto da qualche parte che Scalzi sia laureato in filosofia e questo si vede, anzi si legge. La Terra del futuro è sovrappopolata, le risorse energetiche non sono sufficienti, e l’umanità si spinge alla ricerca di nuovi mondi su cui insediarsi. Ovviamente l’Universo è così grande che sarebbe stupido e insensato avere la presunzione d’essere soli. I coloni si imbattono in razze aliene, molte delle quali sono ostili e competono per la conquista dei pianeti (la carne umana, inoltre, è considerata una vera prelibatezza). L’esigenza di difendere la nostra popolazione nello spazio spinge a istituire un corpo militare. Raggiunti i settantacinque anni d’età sulla Terra ti viene data una seconda possibilità: puoi prolungare la tua vita, provare a essere qualcosa di diverso, arruolandoti nelle FDC. Secondo processi medici e tecnologici avanzati, la coscienza dei “nonni terrestri” viene trasferita in corpi giovani e geneticamente modificati. Occhi di gatto, muscolatura potenziata, sangue (SmartBlood) dalle elevate proprietà di guarigione e computer (BrainPal) installati nel cervello. Adesso non venite a dirmi che tutto sembra scontato, perchè vi mando a quel paese: il rapporto tra giovinezza e vecchiaia, tra vita reale e artificiale, è spunto per una profonda riflessione etica. Durante il periodo d’addestramento nelle FDC, alle reclute viene spiegato che le loro aspettative di vita non superano i tre anni. L’Universo è pericoloso, gli scontri armati così violenti che il tasso di mortalità dei marines è molto elevato. Ora, facendo due calcoli e ricordando i miei studi di statistica demografica, questo è lo stesso periodo che si sarebbe dovuto attendere per morire sulla Terra di vecchiaia.

Quanti di voi si sono mai chiesti come sarebbe stato avere un’alternativa ai dispiaceri della terza età? Come sarà il futuro? Vi siete mai domandati qualcosa del tipo: “hai ottanta anni e nulla da perdere, cosa faresti per cambiare il mondo?” No? Soltanto io? Allora è meglio che mi trovi un buon strizzacervelli.

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8 comments

  1. Finito di leggere pochi giorni va, veramente bello. E poi tutta la parte dei potenziamenti di corpo e mente mi hanno fatto uscire di testa!! Anche io voglio un supercomputer nel cevello!! e lo voglio chiamare “Testa di Cazzo”!! 🙂

    1. ahahaha!! Verissimo, comunque devi correre in libreria a comprare il secondo della saga: “Le Brigate Fantasma”. Io l’ho trovato davvero super, quasi più bello del primo, e spero di riuscire a recensirlo a breve

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